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Per quale ragione la resilienza è una tematica importante anche per le aziende?

Perché l’economia e il mercato del lavoro attualmente sono messi a dura prova. La globalizzazione, la digitalizzazione e l’automatizzazione non soltanto hanno cambiato ma anche trasformato in maniera fondamentale molti settori e modelli d’affari.

Questo sovvertimento sul piano istituzionale si rispecchia nella quotidianità lavorativa dei dipendenti: i profili attitudinali cambiano, figure professionali e determinate carriere svaniscono, e l’insicurezza dei dipendenti in merito al loro futuro professionale aumenta. A un’azienda che desidera rimanere competitiva ed essere un datore di lavoro interessante è consigliabile investire nella resilienza dei collaboratori. Per fare questo non bastano dei promemoria e dei Workshop.

In che modo si può promuovere la resilienza?

La promozione della resilienza in un’azienda è soprattutto una questione di atteggiamento e di cultura – è un compito dirigenziale. Il proprio comportamento è fortemente improntato al vissuto e alle esperienze fatte. Spesso le funzioni con carattere di esempio ne sono troppo poco coscienti. Dei capi insicuri e sovraccarichi non saranno praticamente in grado si promuovere e sostenere il comportamento resiliente dei loro collaboratori. L’eccessivo carico, tuttavia, nella maggior parte delle aziende non è tematizzato, nonostante l’aumento del dinamismo nel mondo del lavoro provochi stress e situazioni di sovraccarico.

La complessità non fa che aumentare l’essere umano non è orientato al cambiamento bensì alla stabilità. È qui che entra in gioco la resilienza: essa permette all’essere umano di incontrare il cambiamento a tu per tu. Le persone resilienti non sono capaci di tutto, ma sviluppano delle capacità e la fiducia di essere in grado di affrontare le sfide. Questo significa anche sopportare le proprie imperfezioni e sconfitte.

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