Warum Waldbaden eine Wohltat ist

Perché il bagno nella foresta fa bene

Attingere alla virtù terapeutica degli alberi: il bagno nella foresta si diffonde. Facendolo, si affinano i sensi e si percepisce la natura consapevolmente.

Bagno nella foresta: chi lo sente nominare la prima volta pensa a un bagno in un ruscello nel bosco. Invece, con questo termine si intende una “immersione” nella foresta, per lasciarla agire consapevolmente su di sé. Come odora di resina speziata. Quante sfumature di verde vi sono. Come un picchio becca ritmicamente un tronco. Com’è morbido il muschio sotto i piedi.

Shinrin Yoku dal Giappone

Non è una novità che le passeggiate nel bosco facciano bene. I bagni nella foresta si spingono però un passo oltre: con essi si attinge alla virtù terapeutica degli alberi. Il concetto arriva dal Giappone, dove è denominato Shinrin Yoku. l’ideatore è l’immunologo Qing Li, che 30 anni fa ha compiuto ricerche nell’ambito della medicina legata al bosco ed è convinto che sostare a lungo nei pressi degli alberi rafforza il sistema immunitario, stimola il metabolismo, abbassa la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, riduce lo stress, migliora la concentrazione e può addirittura lenire le depressioni.

Tutto ciò grazie ai fitoncidi: questi oli rilasciati dagli alberi proteggono da insetti e funghi, e pare siano salutari anche per il sistema immunitario umano. Nel frattempo, anche in Europa si fanno ricerche in merito.

In Giappone, chi soffre di stress o è preda di pensieri tetri può farsi prescrivere dal medico di famiglia il bagno nella foresta come terapia, in quanto esso da qualche decennio è parte integrante dell’offerta per la salute.

Diminuzione della paura

Finora, in Svizzera solo alcune regioni turistiche o terapisti propongono i bagni nella foresta: per esempio, nel bosco dell’Aletsch, con i suoi alberi novecentenari, sotto la guida di un’insegnante giapponese di yoga si può “scoprire l’effetto liberatorio per il corpo, lo spirito e l’anima”.

“Terapia nel bosco orientata alla consapevolezza”: così Dagmar Wemmer di Mosnang nel Toggenburg definisce la sua offerta per piccoli gruppi. La specialista in psichiatria e psicoterapia racconta di buoni successi: i partecipanti sono già dopo un’ora più tranquilli e rilassati. Le paure e le sensazioni di sovraccarico diminuiscono in modo significativo.

Secondo l’esperienza di Dagmar Wemmer, l’effetto è particolarmente forte se si combina lo Shinrin Yoku con esercizi atti a rafforzare la consapevolezza. Infatti, vivere nel “qui e ora” è particolarmente difficile per chi vive nella società occidentale.

Regole di base per il bagno nella foresta

Chi vuole provare autonomamente un bagno nella foresta, può partire da quattro punti:

  • non rimuginare sul passato e sul futuro, rimanere con in pensiero su quel che si sta vivendo.
  • non limitarsi a utilizzare il bosco come palcoscenico per le attività del tempo libero.
  • non portare con sé la frenesia e le pressioni della vita di tutti i giorni oppure voler stabilire nuovi record di fitness su sentieri per il jogging o il nordic walking.
  • lasciare a casa lo smartphone.

Invece, come un bambino, ammirare con stupore e lasciare che il tempo scorra. E assorbire il bosco, con i suoi colori e le sue forme, i suoi rumori e i suoi profumi.

“Le conifere, come gli abeti, hanno un profumo particolarmente forte; sostare in loro compagnia è una sorta di aromaterapia naturale”.

Qing Li, ideatore del bagno nella foresta, in un’intervista con la casa editrice Rowohlt

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