Wird auch 2017 zu einem Zeckenjahr?
(Fotolia / Michael Tieck)

Anche il 2017 sarà un anno di zecche?

Se dopo il 2016 anche il 2017 sarà un anno in cui ci saranno numerose zecche dipende da vari fattori. È quel che afferma lo specialista nella ricerca sulle zecche Werner Tischhauser, dell’Istituto UNR della ZHAW di Wädenswil.

Per quanto concerne i casi di malattia, il 2016 è stato sinora l’anno più contrassegnato dalla presenza di zecche. Uno dei motivi più importanti in tal senso è stato un inverno mite, o praticamente assente, che ha permesso una precoce attività alle zecche. Quali sono stati gli altri motivi?

Secondo me, è troppo facile spiegare numeri record con un inverno mite. Sul numero delle punture di zecca incidono in modo significativo anche il comportamento delle persone durante il tempo libero e il fatto che le zecche fossero “appostate al varco”.

Werner Tischhauser Projektleiter Biologische ZeckenbekämpfungWerner Tischhauser
Capo progetto lotta biologica alle zecche
Collaboratore scientifico Gruppo di ricerca Fitomedicina
Institut für Umwelt und Natürliche Ressourcen
ZHAW Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften
Departement Life Sciences und Facility Management
Grüental, CH-8820 Wädenswil
+41 58 934 56 77
zecken.iunr@zhaw.ch
www.zhaw.ch/iunr/zecken
Un inverno veramente rigido potrebbe rimettere la situazione a posto o questi fastidiosi animali sono resistenti al freddo?

L’inverno diventa un problema per le zecche solo se la temperatura rimane sotto i meno 15 per molti giorni ed esse sono direttamente confrontate al freddo. In Svizzera ciò accade solo nelle Alpi o nel Giura. Sotto una coltre di neve che le protegge o rintanate in uno strato di lettiera, le zecche sopravvivono anche a temperature ancora più basse. Un inverno rigido è dunque una speranza vaga. Se in primavera accade spesso che la temperatura salga e poi ci siano nuovamente delle gelate, allora le zecche risultano colpite: escono dalla lettiera quando la temperatura si fa mite e quando poi gela sono senza protezione e soffrono il freddo.

Cosa servirebbe altrimenti per decimare l’attuale popolazione, risp. affinché essa risulti meno attiva?

La siccità causa un grande stress alle zecche. Essa si ripercuote direttamente sulla loro attività. Il lungo periodo di canicola dell’estate 2015, per esempio, ha avuto come effetto un calo delle punture di zecca.

Le zecche depongono circa 3’000 uova: questo dato fa pensare che in un “buon” anno per le zecche l’aumento del loro numero possa essere repentino. È veramente così?

Non è esatto. A seconda del clima, infatti, il ciclo di vita di una zecca dura da tre a cinque anni. Pertanto, è improbabile che l’intera popolazione aumenti di colpo da un anno all’altro. Inoltre, per quanto ne so, di queste quasi 3’000 uova solo il dieci percento inizia poi il ciclo di vita come larva.

Da cosa dipenderà allora che il 2017 sia un “anno di zecche” oppure no?

La concomitanza di trend nel tempo libero e la presenza di organismi ospiti ricoprono un ruolo in tal senso, come pure lo stato delle aree verdi e le condizioni climatiche locali. Purtroppo, non ci sono risposte semplici a domande in merito a un sistema complesso con molte variabili. Vediamo per esempio come si comportano reciprocamente zecche e organismi ospiti. Dato che non tutte le specie animali sono ospiti adatti a cui succhiare sangue (cosiddetti «tick maintenance hosts») e solo alcune fra tali specie siano riserve virali per le zecche (cosiddetti «reservoir hosts»), si capisce come la faccenda sia complessa. Il rapporto fra «tick maintenance hosts» e «reservoir hosts» è infatti importante per la presenza di malattie trasmesse dalle zecche.

Come ce lo si deve immaginare in dettaglio?

Se ci sono molti «tick maintenance hosts» in rapporto ai «reservoir hosts», i primi fanno praticamente sì che meno zecche succhino il sangue dei «reservoir hosts», il che disturba il mantenimento della circolazione del fattore patogeno. Se invece il rapporto si rovescia in favore di quegli organismi ospiti che servono da riserve virali per le malattie che possono essere trasmesse dalle zecche, gli agenti patogeni possono affermarsi in una zona oppure raggiungere anche nuove aree. Per osservare attentamente, descrivere e magari prevedere questi processi dinamici, si dovrebbero effettuare studi sul campo della durata di anni e che interessino aree estese, con onerose azioni per raccogliere le varie zecche. Al momento, i dati relativi alla diffusione delle zecche non sono sistematici.

Anche il 2017 sarà un anno di zecche?

Da anni lo ZHAW si occupa del tema zecche e di cosa si posso fare contro di esse. Si tratta di una lotta contro i mulini a vento?

Con l’app per la prevenzione «Zecca», la ZHAW ha combinato la tecnologia moderna con contenuti utili. Via smartphone è possibile consultare in Svizzera o nel Liechtenstein a quanto ammonti il rischio di punture di zecca nel luogo ove si è in un determinato momento. La protezione più efficace rimane comunque il controllo sistematico ogni sera, per evitare l’infezione della borreliosi. Se si scopre e si toglie dal corpo la zecca nel giorno in cui essa ha punto, la probabilità dell’insorgere di una borreliosi è davvero minima. Se la zecca può succhiare sangue per più di 16 ore al suo ospite (l’essere umano), il rischio di infezione sale in misura evidente. Per proteggersi da una meningoencefalite da zecche non serve a nulla togliere subito la zecca dal corpo. I virus sono infatti subito trasmessi dalla puntura della zecca, tramite la saliva della stessa. Per le persone che spesso stanno all’aperto e vivono in aree a rischio di FSME, la vaccinazione è una misura preventiva efficace.

Quali successi ha avuto finora la ZHAW?

L’app sulle zecche è stata scaricata da circa 43’000 utenti. Il fatto che dopo due anni dall’introduzione dell’app siano giunte circa 6’500 segnalazioni di punture di zecca è il maggior successo per i ricercatori dell’Istituto per l’ambiente e le risorse naturali della ZHAW, il Prof. Dr. Jürg Grunder e Werner Tischhauser.

Ma infine dobbiamo imparare a convivere con il male rappresentato dalle zecche e proteggerci di conseguenza?

Utilizzando la protezione contro le zecche 1×1 non vi è nulla che impedisca di godersi la natura. La condizione in tal senso è quella di confrontarsi attivamente con questo tema spiacevole.

www.zecke-tique-tick.ch

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