Functional training – in der Ganzheitlichkeit liegt die Kraft
(Gettyimages)

Training funzionale – la forza sta nell’insieme

Il training funzionale, che trova la sua origine nella medicina sportiva, è partito dalle strutture di riabilitazione per approdare nelle palestre. I modelli di movimento svolti nel loro complesso sono ormai riconosciuti in tutte le discipline sportive.

Cosa è il training funzionale?

Come lo svela già il nome, il training funzionale mira a un determinato giovamento. Infatti, vengono allenati movimenti utilizzati nella quotidianità e nella maggior parte delle volte si tratta di un allenamento integrale dell’apparato motorio. Proviamo a pensare a una giornata normale: corriamo a prendere il bus, solleviamo oggetti da terra e ci carichiamo con pesanti sacchi della spesa. Con l’allenamento muscolare isolato non è possibile allenare queste attività che esigono il movimento del corpo intero.

Il training funzionale, invece, ha l’obiettivo di permetterci di svolgere esattamente questi movimenti quotidiani in modo ottimale e liberi da dolore. Ciò significa che esercitiamo il nostro apparato motorio nel suo contesto globale e non a eseguire sequenze di movimento isolate. Gli esercizi sono svolti con il proprio peso corporeo e in parte con attrezzi per l’allenamento muscolare quali kettlebells, sling trainer, superfici instabili, tubes o manubri. Ne risulta quindi un allenamento vario e con il livello di difficoltà che può essere adeguato alle proprie esigenze.

“Il training funzionale allena i movimenti, non i muscoli.”
Michael Boyle

Così funziona il training funzionale

L’allenamento funzionale ci porta via dalle macchine per l’allenamento muscolare e verso sequenze di movimenti che impiegano contemporaneamente diverse articolazioni e gruppi muscolari. Le flessioni accompagnate dalla palla da ginnastica sostituiscono per esempio l’analogo, ma poco funzionale esercizio svolto all’attrezzo. Infatti, la persona che si allena alla panca è sdraiata sulla schiena. In questo modo, i gruppi muscolari sono sollecitati in modo isolato e il corpo non svolge un lavoro stabilizzante. Mentre la flessione viene eseguita in posizione prona e richiede quindi la stabilizzazione dell’intero apparato muscolare.

Tuttavia, gli esercizi meno funzionali possono avere anch’essi un aspetto positivo. Chi impiega un piano di esercizi dovrebbe sempre alternare gli esercizi poco funzionali a quelli maggiormente funzionali, per dapprima sviluppare una forza generale. Proprio per i muscoli stabilizzanti come la muscolatura profonda addominale, gli adduttori dell’anca, i rotatori dell’anca e gli stabilizzatori della scapola sono più indicati movimenti svolti con un piccolo raggio per aumentarne la funzionalità nel quotidiano.

Per chi è indicato il training funzionale?

La risposta a questa domanda è: per tutti! Anche le persone più anziane possono beneficiare dell’aspetto globale del training funzionale, premesso che gli esercizi siano scelti in modo da rispettare le possibilità della persona che li esegue. Tuttavia, occorre fare attenzione di non sforzarsi troppo: chi non ha mai svolto un programma funzionale fa bene ad apprendere prima gli esercizi base in palestra.

Per chi pratica sport a livello agonistico, il training funzionale non rimpiazza l’allenamento specifico. Chi vuole diventare un bravo calciatore deve giocare a calcio. Ciononostante il training funzionale è spesso indicato come esercizio integrativo per creare una base interdisciplinare.

A cosa serve il training funzionale?

Allenandosi in modo completo viene migliorata la capacità sportiva. Inoltre, tale forma di allenamento aiuta a previene gli infortuni. Basta pensare, per esempio, alle lastre di ghiaccio che ci attenderanno nella prossima stagione fredda, per riconoscere un più elevato pericolo di cadute. La capacità di equilibrio migliorata, tramite il training funzionale, il giusto coordinamento muscolare e la percezione del proprio fisico aiutano ad evitare le cadute. Nel caso non sia comunque possibile evitare la caduta, il training funzionale permette di attutirla. Infatti l’elevata mobilità e la forza ci permettono di meglio gestire l’improvvisa forza che agisce durante la caduta.

Lascia un commento

Il suo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati.*