Wie die Tiefenmuskulatur die Körperstabilität beeinflusst
(Gettyimages)

L’influenza dei muscoli profondi sulla stabilità del corpo

Nello yoga, nella fisioterapia o nel pilates La muscolatura profonda entra in gioco quando si parla di stabilità del corpo. Frequentemente, e a torto, vengono considerati in modo isolato.

Numerosi piccoli muscoli nello strato profondo del corpo si occupano di stabilizzare la colonna vertebrale, reagiscono alle influenze esterne e così facendo proteggono dalle lesioni. Anche se molte raccomandazioni lasciano intendere che questi muscoli siano gli unici responsabili per la colonna vertebrale e la stabilità del tronco, in realtà non è così semplice.

Che cos’è la muscolatura profonda?

Abbildung 1: Die autochone Rückenmuskulatur an der Wirbelsäule
Figura 1: i muscoli autoctoni della schiena sulla colonna vertebrale

I muscoli profondi si trovano all’interno dello strato muscolare visibile dall’esterno. Si tratta di molteplici piccoli muscoli che fanno parte dei muscoli autoctoni della schiena, collegano le vertebre fra loro e quindi stabilizzano la colonna vertebrale. Non è possibile contrarli consapevolmente, solo in maniera reattiva. Ad esempio, i piccoli multifidi che passano tra il processo trasverso e il processo spinoso di una vertebra, stabilizzandola vicino all’articolazione e proteggendola fin dai movimenti più piccoli.

Insieme al trasverso dell’addome (ossia il muscolo addominale interno) e alla muscolatura del pavimento pelvico, questi muscoli vengono considerati i principali responsabili per la stabilità della colonna vertebrale. Nel frattempo è stato dimostrato da diversi studi quanto questa visione sia unilaterale.

Infatti, per stabilizzare il corpo non bastano i piccoli muscoli stabilizzanti interni, ma ci vogliono anche i muscoli visibili dall’esterno, i quali contribuiscono a una stabilizzazione ottimale. Questi ultimi sono necessari soprattutto in caso di forte sollecitazione del corpo. Si tratta dunque di un’interazione tra i due tipi di muscoli.

Non è possibile contrarre solo la muscolatura profonda

I muscoli profondi vengono contratti sempre in collaborazione con l’insieme della muscolatura esterna. Pertanto non ha senso separare l’allenamento. Oltretutto, ciò non renderebbe giustizia alla molteplicità di funzioni del corpo, tra cui una complessa interazione tra i muscoli.

Il leggendario ruolo del trasverso addominale

Finora al trasverso dell’addome veniva attribuito un ruolo particolare, per la sua capacità di tendersi su entrambi i lati e avvolgere la parte centrale del corpo come un corsetto. Entrambe le affermazioni non sono corrette. Alcuni studi dimostrano che il lavoro del trasverso addominale cambia di persona in persona, poiché non sempre entrambi i lati del muscolo vengono contratti contemporaneamente. Inoltre, è impossibile allenarlo isolatamente. Conclusione: per una stabilità del centro del corpo è fondamentale l’interazione di tutti i muscoli del tronco.

Figura 2: trasverso addominale visto da dietro e da davanti

Abbildung 2: Transversus abdominis von hinten und vorne

Allenare la muscolatura profonda: a cosa serve e come funziona?

Poiché non è possibile contrarre isolatamente i muscoli profondi, l’allenamento va finalizzato a rafforzare la stabilità del corpo. Come?

1. Allenarsi in modo più funzionale possibile
Un allenamento funzionale significa che si esercitano movimenti utili nella quotidianità e per i quali il nostro corpo è predisposto. Per quanto possa sorprendere, camminare (anche in montagna) va bene per allenare la muscolatura profonda. Infatti, con ogni passo stabilizziamo bacino e tronco, per evitare che si spostino. Inoltre, non esiste probabilmente movimento più funzionale della camminata per l’anatomia del corpo umano.

2. Pochi movimenti guidati
Risultano particolarmente adatti i movimenti non guidati, quindi meglio non lavorare con attrezzi fitness. Ma non funziona soltanto il training con la tanto decantata base instabile: gli esercizi con i pesi allenano i muscoli stabilizzatori in modo altrettanto efficace.

3. Variare
Il corpo ha bisogno di affrontare sfide sempre nuove, in quanto si abitua rapidamente a un tipo di movimento. Non appena si è in grado di svolgere correttamente un esercizio si dovrebbe adeguare il grado di difficoltà.

Vi sono infinite possibilità per rafforzare la stabilità del corpo. Yoga, pilates, thai chi o trampolino: tutte queste discipline contemplano esercizi per allenare i muscoli stabilizzatori.

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