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All’estero pago io?

Chi a causa di un’emergenza deve recarsi dal medico o in ospedale all’estero, beneficia di una determinata protezione assicurativa. Ciononostante, per la persona assicurata questo può costare molto.

Chi viaggia all’estero normalmente non fa conto di dover consultare un medico. È quindi importante conoscere le regole vigenti in merito all’assicurazione malattie. Negli Stati UE (incl. Islanda, Norvegia e Liechtenstein), con i quali ci sono degli accordi relativi alle assicurazioni sociali, valgono delle regolamentazioni speciali. Tuttavia, valgono le regole del rispettivo Paese. Chi, per esempio, contatta un medico in Francia (occorre in tutti i casi portare con sé la tessera europea di assicurato) deve accertarsi che si tratti di un medico convenzionato. Inoltre, i costi per il trattamento devono essere pagati anticipatamente dall’assicurato stesso. La partecipazione ai costi in Francia ammonta al 30 percento. Questo importo deve in ogni caso essere assunto dalla persona assicurata stessa. Sul sito web www.kvg.org sono riportate per ogni Paese UE delle informazioni dettagliate.

Costi orrendi negli Stati Uniti

Anche chi non si reca in uno Stato UE dovrebbe informarsi bene. Pure qui è garantito che le casse malattie assumano i costi in caso di emergenza. Tuttavia, per un trattamento viene pagato soltanto l’importo doppio di quello che lo stesso trattamento sarebbe costato in Svizzera. E proprio qui è il punto cruciale. Infatti, chi pensa che questa copertura sia più che sufficiente, può sbagliarsi di grosso. Vale a dire che in molti Stati i costi sono molto più alti che in Svizzera. E negli Stati Uniti essi possono addirittura assumere delle dimensioni orrende. Un’esperienza molto dolorosa, che anche molti assicurati presso la CSS hanno già dovuto fare, pagando una fortuna per il loro trattamento.

Assicurazione viaggio

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