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Verdura di primavera: Pomodori in ogni caso?

Con i giorni che divengono più caldi arriveranno presto in tavola i primi ortaggi primaverili svizzeri. Invece di pomodori o asparagi provenienti da Paesi lontani e che non sanno di nulla, ci sono già insalate, cavoli rapa, aglio orsino, spinaci e bietole locali. E non solo il gusto della verdura svizzera e più intenso, ma anche l’eco-bilancio e il contenuto di vitamine sono migliori.

Acquisto nel rispetto delle stagioni

Ammettiamolo: anche in inverno inoltrato o a primavera non ancora iniziata ci si può rifocillare con pomodori o melanzane – di regola privi di sapore – che nella maggior parte dei casi hanno affrontato un viaggio abbastanza lungo in autotreno. Per una volta, si potrebbe provare a riflettere cosa significherebbe mettere nel cestino della spesa degli ortaggi di stagione.

E l'eco-bilancio?

Nella maggior parte dei casi l’eco-bilancio di verdura locale è migliore rispetto a quello della verdura importata. Ciò vale soprattutto se quest’ultima viene trasportata in aereo. In tali termini il trasporto aereo, secondo un sondaggio, raggiunge un risultato 25 volte peggio rispetto al trasporto in nave.
A tale scopo offre aiuto la tabella delle stagioni dell’Unione svizzera produttori di verdura o il calendario delle stagioni di Bio Suisse.

Infatti già nel corso di marzo si trovano lattuga, cavolo rapa, spinaci, aglio orsino e bietole di produzione svizzera. Chi ha la pazienza di attendere qualche giorno in più, in aprile trova i primi asparagi, per poi in maggio scegliere fra tutte le varietà di ortaggi locali.

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Considerevole grado di produzione propria

Stando alle cifre dell’Unione svizzera produttori di verdura, il grado di produzione propria di verdura svizzera è di ben il 55 percento. Tale dato sorprende ancor più se si considera che il consumo di verdura è fortemente aumentato negli ultimi decenni. Se nel 1980 se ne mangiava 57 chilogrammi pro capite, nel 2014 erano già 86 chilogrammi di verdura fresca e stoccata che finiva sui piatti. Soprattutto in inverno, una gran parte del fabbisogno di ortaggi arriva dall’estero. Il 75 percento di essi provengono dall’UE. I Paesi principali di importazione sono la Francia, l’Italia e la Spagna.

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