Orangensaft gesund

Quanto è salutare il succo d’arancia?

Non è sempre vero che il succo d’arancia sia particolarmente salutare. Come per tutti i succhi di frutta dipende dalla qualità e dalla freschezza del prodotto, e anche dalla quantità ingerita.

La grande distribuzione vanta un’offerta molto ampia di succhi di frutta. Distinguere il prodotto più salutare non è dunque cosa facile: il succo con il «100 percento di frutta» è davvero il migliore? Oppure quello con le vitamine extra? O forse il succo del banco frigo che sembra spremuta fresca?

Nient’altro che frutta

Per verificare la bontà di un succo occorre anzitutto leggere gli ingredienti. Un succo di frutta di alta qualità contiene solo frutta, senza aggiunta di sostanze aromatizzanti, coloranti né conservanti. Oltre alle fibre alimentari mantiene il più possibile inalterate le proprietà del frutto intero: vitamine, minerali, oligoelementi (vedi box).

In linea di principio, i succhi di frutta fanno parte di una dieta sana ed equilibrata. Tuttavia, la Società Svizzera di Nutrizione (SSN) consiglia:

  • di coprire solo una delle cinque porzioni di frutta e verdura consigliate al giorno con un bicchiere di succo. Da un lato, perché il frutto intero apporta importanti fibre alimentari saziando più a lungo. Dall’altro lato, perché il naturale apporto di zucchero contenuto nel succo di frutta si aggira tra i 5 e 15 grammi al decilitro, pari a quello di una limonata;
  • per chi intenda ridurre il contenuto dolce e quindi le calorie: di diluire il succo d’arancia con dell’acqua in un rapporto di 1 a 2 oppure scegliere dei succhi che combinino diversi tipi di frutta e verdura.

Il troppo stroppia

Il succo d’arancia pastorizzato è più salutare?

Secondo i risultati di una ricerca condotta dall’Università di Hohenheim, rispetto al frutto intero il succo d’arancia pastorizzato sarebbe più salutare perché il nostro organismo più facilitato ad assumere una quantità elevata di carotenoidi, protettori delle cellule. Anche i ricercatori consigliano però di non rinunciare alla frutta fresca e di assumere non più di un bicchiere di succo al giorno.
Secondo quanto suggerito, i succhi di frutta non riparano dai danni di uno stile di vita malsano e di una dieta unilaterale. Oltretutto, non riescono a compensare la mancanza di vitamine, anche se diverse etichette vi fanno leva. Occorre essere scettici in particolare sugli additivi alimentari artificiali, ovvero le vitamine A, C, E e l’acido folico.

Non è ancora stato adeguatamente dimostrato se tali additivi siano più o meno salutari. Ma è assodato che l’aggiunta di un’elevata quantità di vitamine artificiali può essere nociva. Il sovradosaggio di acido folico, ad esempio, copre la mancanza di vitamina B-12. Succhi con additivi artificiali? Meglio berne solo un bicchiere ogni tanto.

C’è succo e succo – le principali differenze

  • Il succo fresco è la prima scelta per molte persone. In effetti, convince sia per il sapore sia per i suoi benefici salutari. 200 ml di spremuta d’arancia fresca possono apportare anche 100 mg di vitamina C, coprendo il fabbisogno giornaliero. Tra i più vitaminici, il primo in classifica è il succo di olivello spinoso: 100 ml contengono 280 mg di vitamina C. Si consiglia di farsi le spremute da soli e consumarle subito.
  • Il succo a spremitura diretta viene prodotto, nel migliore dei casi, mediante spremitura diretta dei frutti maturi appena raccolti e poi pastorizzato per garantirne la conservazione commerciale. Si tratta di una buona alternativa alla spremuta fresca, ma la pastorizzazione deve avvenire secondo protocollo, cosa che il consumatore può difficilmente verificare. I succhi di frutta del banco frigo sulle cui etichette i produttori assicurano procedure particolarmente controllate non sono dunque sempre e comunque la scelta migliore.
  • Il concentrato di frutta è una riduzione del succo che trattiene solo le fibre solide. Prima di essere travasato si mescola con dell’acqua affinché raggiunga di nuovo il suo volume originario. Non è possibile aggiungere altri ingredienti. Si può consigliare, anche se il sapore non convince sempre.
  • Il nettare di frutta mescola il succo a spremitura diretta o il concentrato di frutta con acqua e/o dolcificanti. Per legge, il nettare di frutta deve contenere un minimo di succo o polpa di frutta che va dal 25% al 50%.
  • Nelle bibite alla frutta la rimanenza di succo di frutta è almeno del 10%. Possono essere composte da succo o concentrato di frutta o, ancora, da sciroppo diluito con dell’acqua. Spesso si aggiungono anche diversi tipi di zucchero.
Si consiglia di bere con moderazione sia i nettari sia le bibite alla frutta, al pari di tutte le altre bibite dolci.

Fonti:
Società Svizzera di Nutrizione http://www.sge-ssn.ch/it/;
Istituto federale per la valutazione dei rischi https://www.bfr.bund.de/; consigli nutritivi www.fit4food.ch

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